’A Chiena. Quando a Campagna il fiume entra nelle strade

’A Chiena di Campagna è un’antica tradizione nata per far scorrere l’acqua del Tenza nelle strade e ripulire il centro storico. Oggi è diventata una festa estiva fatta di passeggiate nell’acqua, secchiate, risate e tanta allegria. La prima volta sorprende anche per i dettagli pratici, dalle scarpette da acqua vendute ovunque, persino dai salumieri, fino ai parcheggi organizzati e alle navette. Da soli, in coppia o accompagnando qualcuno, resta una di quelle tradizioni che si vivono più che si guardano.

Ci sono città attraversate da un fiume.

E poi c’è Campagna.

Dove, in alcune giornate d’estate, è il fiume ad attraversare la città.

Non accanto alle case.

Non sotto un ponte.

Proprio nelle strade.

L’acqua corre sui basoli del centro storico, arriva alle caviglie, invade il corso e nel giro di pochi minuti trasforma una tranquilla passeggiata in qualcosa che, almeno la prima volta, difficilmente immagini.

Io, pur essendo campano, ’A Chiena non la conoscevo.

E devo dire grazie soprattutto a Maria, che per diverso tempo è stata un’eccellente guida e mi ha fatto scoprire anche questa tradizione.

Una di quelle giornate che cominci pensando di andare a vedere una festa.
E finisce con te dentro la festa

Letteralmente.

Prima di tutto: perché si chiama ’A Chiena?

Nel dialetto locale significa “la piena”.

La tradizione nasce dall’antica usanza di deviare parte delle acque del fiume Tenza e farle scorrere lungo le strade del centro di Campagna.

L'origine della chiena. La pulizia delle stradeLo scopo originario era molto meno festoso di quello attuale.

Bisognava lavare la città.

Quando nelle strade passavano quotidianamente carri, cavalli, muli e altri animali, pulire significava anche eliminare polvere, rifiuti e tutto ciò che il traffico dell’epoca lasciava dietro di sé.

E a Campagna avevano trovato un sistema decisamente efficace.

Altro che autobotte.

Ci facevano passare direttamente il fiume.

L’acqua del Tenza veniva incanalata attraverso il centro e utilizzata anche per rinfrescare e irrigare. Con il tempo quella necessità pratica è diventata un rito collettivo e, dopo essere stata recuperata e valorizzata negli ultimi decenni, oggi ’A Chiena è una delle tradizioni simbolo di Campagna.

E quando la si vede cominciare si capisce subito perché.

La prima cosa che scopri sono le scarpe

Naturalmente, quando vai per la prima volta a vedere una festa tradizionale come ’A Chiena, pensi a tante cose.

A cosa vedere.

A dove mangiare.

A dove parcheggiare.

Quello che difficilmente ti viene in mente è:

“Mi sarò portato le scarpe giuste?”

Io, naturalmente, non ci avevo pensato.

Perché una cosa è sapere che andrai alla “festa dell’acqua”.

Un’altra è scoprire che quell’acqua te la ritroverai davvero sotto i piedi.

E infatti a Campagna hanno già previsto anche quelli come me.

Durante ’A Chiena trovi praticamente dappertutto quelle scarpette di plastica fatte apposta per camminare nell’acqua.

Le vendono in moltissimi negozi.

Ma la cosa che mi fece sorridere fu scoprire che non bisogna nemmeno cercare un negozio specializzato.

A Campagna, durante ’A Chiena, può capitare tranquillamente di entrare in una salumeria e trovare, insieme alla mortadella, al prosciutto e al salame, anche le scarpette per andare nell’acqua.

Le scarpette? OvunqueÈ meraviglioso.

Entri per un panino.

Esci attrezzato per affrontare un’inondazione.

Una specie di kit campagnese per la sopravvivenza:

mortadella, pane e calzature impermeabili.

E la macchina?

Poi c’è un altro pensiero che, almeno a me, viene sempre quando partecipo a manifestazioni che richiamano molte persone.

Dove lascio l’auto?

Perché divertirsi è bello.

Tornare e trovare una multa sul parabrezza un po’ meno.

Anche qui, però, nessun problema particolare.

Indicazioni comunaliLe indicazioni per comprendere come muoverti sono chiare e il servizio navetta consente di raggiungere il centro senza dover inventare improbabili parcheggi creativi in qualche angolo del paese.

Basta capire prima dove lasciare la macchina e poi dimenticarsene.

Da quel momento in poi servono soltanto le scarpette.

Poi arriva l’acqua

Ed è qui che cambia tutto.

Finché non comincia, stai semplicemente visitando Campagna.

Poi l’acqua arriva.

Scende per le strade.

Si allarga tra i basoli.

La gente entra.

Maria a passeggio

I bambini, naturalmente, capiscono tutto prima degli adulti.

Qualcuno comincia a schizzare.

Qualcun altro ha già il secchio pronto.

E improvvisamente non sei più uno spettatore che guarda una tradizione.

Ne fai parte.

Oggi ’A Chiena viene vissuta in modi differenti.

Quando si svolge ’A Chiena

Non tutte le giornate della Chiena sono uguali.

Ci sono quelle dedicate alla Passeggiata, durante le quali si cammina tranquillamente nelle strade invase dall’acqua, e quelle in cui alla Passeggiata si aggiunge la Secchiata, decisamente più movimentata.

Per l’edizione 2026, il calendario ufficiale ha previsto Passeggiata e Secchiata nelle domeniche 19 e 26 luglio, 2, 9 e 23 agosto.

Nei sabati 25 luglio, 1 e 22 agosto, invece, era prevista soltanto la Passeggiata.

Il 7 agosto si è aggiunto anche l’Aperichiena, appuntamento serale.

'A chiena di sera

La differenza non è soltanto nel programma.

Durante la Passeggiata non si possono usare i secchi né bagnare deliberatamente gli altri partecipanti.

Le battaglie d’acqua sono riservate alla Secchiata, per la quale il regolamento stabilisce anche le caratteristiche dei secchi utilizzabili.

La secchiata

Per le edizioni successive conviene sempre controllare il calendario ufficiale del Comune di Campagna o della Pro Loco, perché date e orari possono cambiare di anno in anno.

Ma, secondo me, la cosa più bella non è stabilire quale sia il modo migliore per viverla.

È proprio esserci.

Da soli, in coppia o accompagnando qualcuno

Ci sono luoghi che funzionano soprattutto se sei con la compagnia giusta.

Altri che sembrano fatti per una coppia.

Altri ancora che preferisci scoprire da solo.

’A Chiena ha una caratteristica diversa.

Funziona sempre.

Puoi andarci da solo e lasciarti trascinare da quello che succede intorno.

Puoi andarci in coppia e trasformarla in una giornata completamente diversa dal solito.

Oppure puoi tornarci accompagnando qualcuno che non la conosce.

E forse questo è persino uno dei modi più belli di viverla.

Perché a quel punto succede qualcosa di curioso.

La prima volta sei tu a guardare tutto con sorpresa.

Le volte successive guardi la sorpresa negli occhi di chi hai portato con te.

Le scarpe.
L’acqua.
I secchi.
La gente.
Le strade che improvvisamente non sembrano più strade.

E ti ritrovi quasi a fare da guida.

Proprio quello che Maria aveva fatto con me.

Una tradizione che mette allegria

Non so se esista una definizione migliore.

’A Chiena mette allegria.

Non quell’allegria costruita apposta per il turista.

È una cosa più semplice.

Arriva dal vedere adulti che per qualche ora accettano tranquillamente di comportarsi come bambini.

Dal camminare nell’acqua in mezzo a persone che magari non hai mai visto prima.

Dal vedere un intero centro storico trasformarsi senza bisogno di scenografie.

E probabilmente anche dal fatto che l’elemento principale della festa è la cosa più semplice che esista.

L’acqua.

Un tempo serviva per lavare le strade.

Oggi quelle stesse strade continuano a riempirsi.

Ma insieme all’acqua si riempiono di persone, rumore, risate e vita.

Io ’A Chiena non la conoscevo.

E considerando che sono campano, forse avrei dovuto scoprirla molto prima.

Per fortuna ci pensò Maria.

Da allora ho capito che è una di quelle tradizioni che si possono visitare una volta.

E poi raccontare ad altri.

Magari tornarci.

Da soli.

In coppia.

O accompagnando qualcuno che non l’ha mai vista.

Per osservare il momento esatto in cui capirà anche lui due cose.

La prima è che una città può davvero trasformare le proprie strade in un fiume.

La seconda è molto più importante.

Prima di andarci,

bisogna comprarsi le scarpette.

Le mie scarpette


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