Una giornata a Marechiaro

A Napoli puoi trascorrere una giornata di mare senza allontanarti dalla città. A Marechiaro, tra il panorama di Posillipo e Villa Imperiale, si nasconde anche il misterioso Palazzo degli Spiriti. Un luogo dove le antiche rovine romane incontrano leggende di fantasmi, pescatori e falsari. Perché a Napoli perfino una giornata in spiaggia può trasformarsi in un viaggio nella storia.

IL MARE DI NAPOLI

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Villa Imperiale, una location stupenda dove vivere una bellissima giornata al mare... senza lasciare la città!

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Il lido ha diverse soluzioni per famiglie, gruppi di amici e coppie come i classici ombrelloni ma anche gazebo. Ottimi i servizi, con rete WiFi gratuita, animazione per adulti e bambini, servizi igienici (anche riservati per disabili), docce calde e fredde, area relax, piscine, spa, baby sitting, bar, ristorante e molto altro.
L’assenza di barriere architettoniche consente l’ingresso agevole anche ai portatori di handicap.

A POCHI MINUTI DAL CENTRO CITTA'

I clienti dello stabilimento possono inoltre usufruire di un comodo parcheggio privato interno.
Villa Imperiale organizza inoltre eventi e feste serali. Non solo, presso il lounge bar è possibile fare aperitivo per poi spostarsi presso l’esclusivo ristorante e consumare la cena con una vista mozzafiato.

Il Palazzo o Villa degli Spiriti
(o anche Villarosa)

INCONTRA LA LEGGENDA

Con l’accesso a Villa Imperiale si ha un altro grande vantaggio: quello di trovarsi proprio accanto a questo antico palazzo, addossato alle terrazze di tufo del lido.

Una straordinaria testimonianza di epoca romana, risalente al I secolo a.C., sopravvissuta al tempo e alle intemperie. Oggi le sue rovine, affacciate direttamente sul mare, rendono questo luogo magico, misterioso e incredibilmente affascinante.

Purtroppo, con l’arrivo dei primi caldi e per tutta l’estate, molti scugnizzi si divertono a fare il bagno e a tuffarsi proprio qui, sfidando i fantasmi e ignorando la sacralità del luogo. Ma, soprattutto, mettono seriamente a rischio la propria incolumità e possono arrecare ulteriori danni alle già fragili rovine che ancora resistono sulla sommità dell’antico palazzo.

La leggenda attribuisce alla Villa degli Spiriti, conosciuta anche come Palazzo degli Spiriti, una fama sinistra.

L’antico edificio fu chiamato Domus praestigiarum, cioè «casa delle stregonerie».

Secondo la tradizione popolare, la villa sarebbe abitata da spiriti e antichi fantasmi. A testimoniarlo sarebbero i vecchi pescatori e marinai di Marechiaro che, con i loro racconti tramandati nel tempo, hanno contribuito ad alimentare l’aura spettrale che ancora oggi avvolge i ruderi dell’antico palazzo.

Secondo le loro testimonianze, durante la notte si svolgerebbe una misteriosa attività proprio intorno alla villa.

C’è chi racconta di aver udito un dolce lamento provenire dal mare e di aver visto una figura luminosa intenta a suonare la cetra.

Avvicinandosi con le proprie barche, alcuni pescatori avrebbero sentito quella misteriosa figura recitare versi e poesie. Tornati a riva, sarebbero riusciti persino a ripeterne alcuni versi in latino, pur ignorando completamente quella lingua e non conoscendo i poemi recitati.

Un’altra leggenda napoletana sostiene che le acque della Gaiola, e quindi anche lo specchio di mare antistante il Palazzo degli Spiriti, siano maledette.

La causa sarebbe da ricercare nelle pozioni e nei filtri magici che Virgilio Mago avrebbe versato in mare durante misteriosi rituali compiuti nel cuore della notte.

Esiste poi un’altra storia, decisamente più recente. Una leggenda «sfatata», ma profondamente napoletana, che raccontava della presenza di figure spettrali ed evanescenti che apparivano durante la notte tra le finestre e le rovine del palazzo.

Questa volta, però, dietro i fantasmi si nascondevano uomini in carne e ossa.

Secondo un episodio della cronaca locale, alcuni falsari avevano installato una zecca clandestina proprio tra i ruderi dell’antico edificio.

Per nascondere i loro traffici illegali e tenere lontani curiosi e pescatori, avevano escogitato un piano ingegnoso: alimentare la fama sinistra del Palazzo degli Spiriti.

Sistemarono alcuni teli bianchi vicino alle finestre e li illuminarono durante la notte, facendo apparire tra le rovine inquietanti figure simili a fantasmi.

Per qualche tempo lo stratagemma funzionò.

Poi, come si direbbe a Napoli, furono «sgamati».

Le forze dell’ordine scoprirono la zecca clandestina e gli artefici di quei fantasmi finirono con le catene ai polsi.

E così, almeno quella volta, si scoprì che i fantasmi del Palazzo degli Spiriti non arrivavano dall’aldilà.

Stampavano denaro falso.

 

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