Questo straordinario complesso vulcanico, reso celebre da un reportage del National Geographic, si trova in Indonesia, nella Reggenza di Banyuwangi, nella parte orientale dell’isola di Giava. Sorge all’interno della vasta caldera dell’Ijen, un antico cratere di origine vulcanica con un diametro di circa 20 chilometri.
Ogni anno geologi, vulcanologi, escursionisti e viaggiatori provenienti da tutto il mondo raggiungono il Kawah Ijen, che si eleva fino a 2.148 metri di altitudine, per assistere a uno dei fenomeni naturali più sorprendenti del pianeta. Ma perché si parla della misteriosa lava blu?
Durante il giorno il vulcano presenta il classico bagliore rossastro della lava incandescente. Con l’arrivo della notte, però, il paesaggio si trasforma: lungo le pareti del cratere compaiono spettacolari lingue di colore blu elettrico, creando uno scenario quasi irreale.
In realtà non è la lava a diventare blu. Il fenomeno è causato dall’elevatissima concentrazione di zolfo presente nell’area. I gas sulfurei, che fuoriescono dal vulcano a temperature superiori ai 600 °C, entrando in contatto con l’ossigeno si incendiano producendo una caratteristica fiamma blu. Parte dello zolfo condensa poi in forma liquida e scorre lungo le pendici del vulcano, alimentando l’illusione di un vero e proprio fiume di lava blu.
Un fenomeno tanto raro quanto affascinante, che rende il Kawah Ijen uno dei luoghi più spettacolari e suggestivi della Terra.

Ma lo spettacolo non finisce qui. Oltre alle celebri fiamme blu, la combustione dei gas sulfurei può generare lingue di fuoco che raggiungono anche i 4 metri di altezza, regalando uno scenario unico al mondo.
Dietro questa straordinaria bellezza si nasconde però un pericolo concreto. I gas emessi dal vulcano, ricchi di anidride solforosa e altri composti tossici, possono risultare estremamente pericolosi, fino a diventare letali se inalati in elevate concentrazioni.
Per questo motivo vulcanologi ed esperti raccomandano di affrontare l’escursione solo se adeguatamente informati, preferibilmente accompagnati da guide esperte e dotati delle necessarie protezioni, come una maschera con filtro specifico per i gas vulcanici. Ammirare il Kawah Ijen è un’esperienza indimenticabile, ma la prudenza e il rispetto delle norme di sicurezza devono sempre venire prima di tutto.

Per raggiungere il cratere del Kawah Ijen, situato a circa 2.148 metri di altitudine, è necessario affrontare un percorso di trekking di media difficoltà della durata di circa 2-3 ore, a seconda del passo e delle soste. La salita richiede un po’ di allenamento, ma la fatica viene ampiamente ripagata da panorami spettacolari e da uno dei fenomeni naturali più straordinari del pianeta.
Una volta raggiunto il bordo del cratere e, soprattutto, durante la discesa verso il lago, è indispensabile indossare una maschera antigas con filtro adeguato. Le elevate concentrazioni di gas sulfurei possono infatti irritare gravemente occhi e vie respiratorie, rendendo la permanenza nell’area pericolosa senza un’adeguata protezione.
In passato era possibile noleggiare facilmente una maschera presso i piccoli punti di appoggio all’inizio del sentiero o tramite le guide locali. Oggi è consigliabile informarsi prima della partenza sulla disponibilità del servizio e, se possibile, portare con sé una maschera di buona qualità, così da affrontare l’escursione in totale sicurezza.

Visitare il cratere è possibile, ma è fondamentale affrontare l’escursione con la massima prudenza, utilizzando maschere antigas e adeguati dispositivi di protezione. I gas sulfurei che fuoriescono dal vulcano possono raggiungere concentrazioni estremamente pericolose, soprattutto nelle aree più vicine al lago.
Una parte dei gas si condensa in zolfo liquido che, raffreddandosi, si solidifica formando grandi croste e cristalli di un intenso colore giallo. È proprio questo prezioso minerale a essere estratto ogni giorno dai minatori del Kawah Ijen, che affrontano condizioni di lavoro tra le più dure e pericolose al mondo.
Uomini e donne scendono fino al fondo del cratere, rompono manualmente i blocchi di zolfo e li caricano in grandi ceste di vimini fissate a un bilanciere di bambù. Trasportano poi il pesante carico a spalla lungo il ripido sentiero fino alla base del vulcano. Ogni minatore movimenta quotidianamente anche 70-90 chilogrammi di zolfo, affrontando continui rischi dovuti ai gas tossici, ai vapori corrosivi e al terreno impervio.
Una volta raccolto, lo zolfo viene destinato a diversi impieghi industriali, tra cui la produzione di fertilizzanti, prodotti chimici, batterie, zucchero raffinato e processi dell’industria petrolchimica.

Sì, proprio a spalla. Lungo il sentiero è facile incrociare i minatori che risalgono il vulcano trasportando, con un bilanciere di bambù e due grandi ceste di vimini, carichi di zolfo che possono raggiungere e persino superare i 90 chilogrammi. È importante non ostacolarli e lasciare sempre loro il passo: il sentiero è stretto, ripido e ogni movimento può compromettere il loro già precario equilibrio.
Questi lavoratori affrontano quotidianamente condizioni estreme. Esposti per ore ai gas tossici e ai vapori sulfurei, spesso con protezioni insufficienti, svolgono una delle attività più dure e pericolose al mondo. Le conseguenze sulla salute sono gravissime: malattie respiratorie croniche, danni agli occhi, alla pelle e ai denti sono molto frequenti e, in passato, l’aspettativa di vita di molti minatori è stata significativamente inferiore alla media della popolazione.
Anche il suggestivo lago che occupa il fondo del cratere rappresenta un ambiente estremo. Le sue acque, di un intenso colore turchese, sono tra le più acide del pianeta, con un pH prossimo allo zero. Questa elevatissima acidità influenza l’intero ecosistema circostante e le acque che defluiscono dal cratere alimentano il fiume Banyupahit, modificandone profondamente le caratteristiche chimiche lungo il suo corso.

Consigli su come raggiungere il Kawah Ijen e organizzare l’escursione
Una volta arrivati in Indonesia (prima della partenza è sempre consigliabile consultare il portale del Ministero degli Affari Esteri “Viaggiare Sicuri” per verificare eventuali aggiornamenti sulla situazione del Paese), il modo migliore per raggiungere il Kawah Ijen dipende dall’itinerario di viaggio.
Gli aeroporti più comodi sono quelli di Surabaya e Bali, mentre Jakarta, pur essendo ben collegata con il resto del Paese, si trova decisamente più lontana dal vulcano.
Il punto di riferimento per visitare il Kawah Ijen è la cittadina di Banyuwangi, situata a circa 30 chilometri dall’ingresso del parco. Da qui si raggiunge in auto il Paltuding Base Camp, il punto di partenza ufficiale del trekking che conduce fino al bordo del cratere.
Esiste anche un accesso alternativo attraverso Bondowoso, sul versante occidentale del massiccio, particolarmente utilizzato da chi proviene da Surabaya. Tuttavia, questo percorso è più lungo (circa 70 chilometri) e richiede un trasferimento in minivan lungo una strada di montagna ricca di curve, decisamente meno confortevole.
Un consiglio basato sull’esperienza: non lasciarti ingannare dalle distanze. In Indonesia i tempi di percorrenza sono spesso molto più lunghi di quanto ci si aspetti. Le infrastrutture stradali, il traffico intenso e le numerose aree urbane attraversate fanno sì che una tratta apparentemente breve possa richiedere molte ore di viaggio. Anche se i mezzi sono generalmente moderni, climatizzati e ben tenuti, la velocità media è piuttosto bassa e gli spostamenti possono trasformarsi in trasferimenti decisamente più lunghi del previsto.
Per questo motivo è consigliabile programmare con attenzione gli orari, evitando coincidenze troppo ravvicinate e prevedendo sempre un adeguato margine di tempo tra un trasferimento e l’altro.

Per gli spostamenti in Indonesia hai diverse possibilità. Puoi noleggiare un’auto direttamente in aeroporto, affidarti al tuo hotel o a un’agenzia di viaggi (soluzione generalmente più costosa) oppure scegliere quella che, a mio avviso, rappresenta l’alternativa migliore: Grab.
Grab è l’app di mobilità più diffusa nel Sud-Est asiatico e consente di prenotare facilmente auto con conducente e motocicli a tariffe molto convenienti. È disponibile in numerosi Paesi della regione, tra cui Singapore, Malesia, Indonesia, Thailandia, Vietnam, Filippine e Myanmar, ed è uno strumento estremamente utile per muoversi in città e raggiungere le principali località turistiche.
Prima della partenza ti consiglio di scaricare l’app, registrarti e verificare i metodi di pagamento accettati. Ti farà risparmiare tempo, denaro e ti permetterà di conoscere in anticipo il costo della corsa, evitando lunghe trattative con i tassisti locali.

Grab è una società con sede a Singapore che, come molte grandi startup di successo, è nata per risolvere un’esigenza concreta: rendere più semplice e sicuro trovare un mezzo di trasporto nelle grandi città del Sud-Est asiatico. Oggi è diventata una delle piattaforme di mobilità più utilizzate della regione ed è un prezioso alleato per chi viaggia.
Per raggiungere il Kawah Ijen, il consiglio è quello di affidarsi a una guida locale o a un autista esperto. Dal centro di Banyuwangi, una jeep o un’auto ti condurranno al Paltuding Base Camp in circa un’ora, punto di partenza del trekking verso il cratere.
Questa soluzione è particolarmente indicata per chi, dopo la visita al vulcano, intende proseguire il viaggio verso Bali. Il porto di Ketapang, infatti, dista pochi chilometri da Banyuwangi ed è collegato all’isola con traghetti in partenza durante tutta la giornata.
L’alternativa è partire da Bondowoso, itinerario scelto soprattutto da chi arriva dal Monte Bromo con i classici tour organizzati in minivan. Personalmente, però, lo ritengo meno comodo: il tragitto è più lungo, la strada è ricca di curve e i tempi di percorrenza possono aumentare sensibilmente.
Lo stesso vale per gli autobus locali. Sono economici e capillari, ma spesso molto lenti. Come si dice scherzosamente in dialetto napoletano: “O’ sparagn’ nun è maje guadagn'”, cioè “il risparmio non sempre conviene”. Per spostamenti brevi possono essere una buona soluzione, ma per tratte superiori alle due ore è preferibile scegliere un mezzo più rapido e confortevole, così da ottimizzare il tempo e affrontare il viaggio con maggiore serenità.
Come arrivare a Banyuwangi
Per via aerea
La seconda città più grande dell’Indonesia, Surabaya è collegata direttamente dall’estero da numerose compagnie aeree internazionali. È quindi possibile connettersi attraverso i voli Garuda Indonesia o Lion Air da Surabaya a Banyuwangi Blimbingsari Airport. Ci sono anche voli giornalieri da Bali a Banyuwangi.
Via terra
La città di Banyuwangi si trova a circa 239 km a est di Surabaya, la capitale della provincia di East Java. Puoi viaggiare da Surabaya a Banyuwangi in auto o in treno. Puoi anche viaggiare in auto da qualsiasi altra grande città di East Java a Banyuwangi.

Dall’acqua
Se desideri viaggiare via mare da Bali, prendi il traghetto nel porto di Gilimanuk, sulla punta occidentale di Bali, che naviga verso il porto di Ketapang a Banyuwangi.
Come muoversi da Banyuwangi
Treno
I treni in Indonesia sono puntuali e puliti, decisa alternativa ai minivan o ai pullman.
I biglietti si acquistano direttamente in stazione, senza difficoltà ed in più si risparmia. Si possono consultare comunque tutti gli orari e le tratte sul sito www.tiket.com
Clima in Indonesia
Gennaio Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Febbraio Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Marzo Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Aprile Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Maggio Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Giugno Buon tempo di viaggio Clima ottimale a |
Luglio Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Agosto Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Settembre Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Ottobre Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Novembre Buon tempo di viaggio Clima ottimale a | Dicembre Fino a 371 mm di precipitazioni |
Mese più caldo |
Mese più freddo |
Mese più piovoso |
CONSIGLI PER I PERNOTTAMENTI
Qualunque sia la struttura scelta per pernottare a Banyuwangi, ricorda che tutte le escursioni notturne al Kawah Ijen partono da qui. L’obiettivo è quindi arrivare riposati e organizzarsi in modo da lasciare l’hotel in tempo utile, generalmente poco dopo la mezzanotte, per raggiungere il Paltuding Base Camp e iniziare il trekking prima dell’alba.
Banyuwangi non offre particolari attrazioni turistiche, perciò il consiglio è quello di dedicare il pomeriggio al riposo, preparare lo zaino e recuperare le energie. L’escursione richiede infatti di camminare di notte, spesso con temperature piuttosto basse e lungo un sentiero in costante salita.
Durante il mio viaggio ho scelto il Didu’s Homestay Bed & Breakfast, una delle strutture meglio recensite della zona. Pur essendo considerato tra gli alloggi più costosi di Banyuwangi, il prezzo rimane sorprendentemente contenuto: circa 10 euro a persona per notte.
Il mio consiglio è di non scegliere esclusivamente in base al prezzo. Spendere qualche euro in più può fare una grande differenza in termini di pulizia, comfort e qualità del riposo, aspetti fondamentali prima di affrontare un’escursione impegnativa come quella al Kawah Ijen. In alcune strutture economiche gli standard possono essere piuttosto essenziali, mentre un alloggio leggermente migliore ti permetterà di partire nelle condizioni migliori per vivere un’esperienza davvero indimenticabile.


Quando visitare il Kawah Ijen e come prepararsi all’escursione
L’escursione al Kawah Ijen può essere effettuata sia di giorno che di notte. Tuttavia, se il tuo obiettivo è assistere allo straordinario spettacolo delle fiamme blu, dovrai partire nel cuore della notte. È infatti l’oscurità a rendere visibile questo raro fenomeno naturale, che scompare con le prime luci dell’alba.
Anche la visita diurna ha un fascino particolare: il lago acido color turchese, le imponenti pareti del cratere e il paesaggio vulcanico regalano panorami spettacolari. Se però desideri vivere l’esperienza completa, l’ideale è raggiungere il cratere prima dell’alba, così da ammirare sia le fiamme blu sia il sorgere del sole.
Come vestirsi
Le temperature durante la notte possono scendere sensibilmente e il vento, soprattutto in prossimità del cratere, rende la percezione del freddo ancora più intensa. Allo stesso tempo, la salita di circa tre chilometri comporta un notevole sforzo fisico.
Per questo motivo il consiglio è di vestirsi a strati, così da poter aggiungere o togliere facilmente gli indumenti durante il percorso.
Cosa mettere nello zaino
Prima di partire assicurati di avere con te:
scarponcini o scarpe da trekking con buona aderenza;
una torcia frontale (molto più pratica di una torcia tradizionale perché lascia entrambe le mani libere);
acqua a sufficienza;
qualche snack energetico;
una giacca impermeabile o un k-way;
una felpa o un pile leggero;
una maglietta di ricambio;
una sciarpa o un foulard per proteggerti dal vento e dalla polvere;
una maschera con filtro per gas vulcanici, indispensabile durante la discesa verso il lago.
Come scriveva Paulo Coelho:
«Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. È letale.»
Una frase che descrive perfettamente ciò che si prova affrontando questa straordinaria esperienza.
Come raggiungere il Kawah Ijen da Surabaya
Se il tuo viaggio inizia da Surabaya, hai tre possibilità.
In treno (consigliato)
È la soluzione che consiglio. I treni partono dalla stazione di Surabaya Gubeng e arrivano a Banyuwangi, permettendo di viaggiare in modo comodo, puntuale ed economico.
In aereo
Puoi prendere un volo dall’aeroporto Juanda di Surabaya fino all’aeroporto di Banyuwangi (Blimbingsari Airport), situato a circa trenta minuti d’auto dal centro città.
In autobus
Gli autobus partono dal terminal di Purabaya (Bungurasih) e raggiungono Banyuwangi seguendo due itinerari principali:
Percorso nord: Surabaya – Pasuruan – Probolinggo – Situbondo – Banyuwangi.
Percorso sud: Surabaya – Pasuruan – Probolinggo – Lumajang – Jember – Bondowoso – Banyuwangi.
Pur essendo la soluzione più economica, i tempi di percorrenza possono essere molto lunghi a causa del traffico e delle condizioni delle strade.
Se hai bisogno di trascorrere una notte a Surabaya prima della partenza, l’88 Hotel Surabaya rappresenta una buona soluzione per qualità, posizione e rapporto qualità-prezzo.
Infine, ricorda che non esistono voli diretti dall’Italia al Kawah Ijen. Per raggiungere questa parte dell’Indonesia sarà necessario effettuare almeno due scali, generalmente attraverso uno dei grandi hub del Medio Oriente o del Sud-Est asiatico, prima di proseguire verso Java.
E poi non resta che partire. Perché ogni viaggio inizia con un’idea, ma solo mettendosi in cammino quell’idea diventa un ricordo destinato a rimanere per sempre.
Maggiori dettagli per arrivare a Banyuwangi
Tempi di volo (indicativi)
Partendo da città come Roma o Milano:
Italia → Medio Oriente (es. Dubai / Doha): 5–6 ore
- Medio Oriente → Jakarta o Bali: 8–10 ore
- Volo interno (Jakarta/Bali → Surabaya o Banyuwangi): 1–2 ore
- Trasferimento via terra fino al Kawah Ijen: 1–2 ore
Tempo totale di viaggio
- Minimo realistico: 16–18 ore (solo voli)
- Con scali e attese: 20–28 ore complessive
Consiglio pratico
Il percorso più comodo è: Italia → Bali → volo interno o trasferimento verso Banyuwangi → Kawah Ijen
Al prossimo post!
Carlo





