Carlo e il telecomando

Ci sono oggetti che spariscono davvero. Altri, invece, hanno il curioso talento di nascondersi esattamente dove stiamo evitando di cercare. Questa è la storia di un telecomando scomparso senza essersi mai mosso.

Erano le nove di sera e Carlo aveva un unico obiettivo:

guardare la partita.

Da bere sul tavolino.

Snack pronti.

Televisore acceso.

Mancava soltanto una cosa.

Il telecomando.

Carlo guardò sul divano.

Niente.

Sollevò i cuscini.

Niente.

Controllò sul tavolo della cucina.

Niente.

«Dany! Hai visto il telecomando?»

Dalla camera arrivò la risposta:

«No.»

Carlo controllò perfino nel frigorifero.

Non perché pensasse davvero di trovarlo lì.

Ma perché in casa quello che Carlo chiamava caos, Dany lo chiamava semplicemente ordine e pulizia.

E quando Dany metteva ordine, secondo Carlo, qualsiasi oggetto poteva finire ovunque.

Nel frigorifero, comunque, il telecomando non c’era.

Dopo dieci minuti la ricerca era ormai diventata un problema di famiglia.

Dany apriva cassetti.

Il figlio guardava sotto i mobili.

Persino il cane sembrava partecipare alle operazioni.

Carlo, invece, dirigeva le ricerche.

«Qualcuno deve averlo spostato!»

Dany lo guardò.

«Naturalmente.»

«Io lo lascio sempre sul tavolino.»

«Naturalmente.»

Quel secondo naturalmente conteneva già molte più informazioni di quante Carlo fosse disposto a raccogliere.

Passarono altri minuti.

La partita era già iniziata.

Carlo ricontrollò il divano.

Il tavolino.

La cucina.

Probabilmente anche qualche posto nel quale aveva già guardato due volte.

Poi si arrese.

«Basta. Domani compro un altro telecomando.»

In quel momento suo figlio lo fissò.

«Papà…»

«Che c’è?»

«Cos’hai in mano?»

Carlo abbassò lo sguardo.

Silenzio.

Aveva il telecomando.

Lo aveva tenuto in mano per tutto il tempo.

Dany tornò in camera.

Il figlio tornò al computer.

Il cane tornò nella cuccia.

Carlo rimase per qualche secondo in piedi.

Poi si sedette sul divano, puntò il telecomando verso il televisore e cambiò canale.

Guardò la partita.

E disse:

«Comunque qualcuno lo aveva spostato.»

 

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