Pizza Margherita

Pizza Margherita: dal nonno ai primi impasti fatti in casa

Il mio rapporto con la pizza comincia molti anni fa, a Napoli, con una mano stretta nella mia.

Era quella di mio nonno.

Mi portava spesso da Michele oppure al Trianon, due delle pizzerie più famose della città, nella zona di Forcella, a pochi passi dal centro storico.

Per me, però, Michele e Trianon erano molto più di due pizzerie famose.

Le due pizzeria tra le più famose a Napoli

Erano il nonno, la strada percorsa insieme, l’attesa, il profumo che arrivava dal forno e quella pizza che, appena posata sul tavolo, faceva dimenticare tutto il resto.

Poi sono cresciuto.

A quelle stesse pizzerie ho continuato a tornare durante l’adolescenza, questa volta con gli amici.

Cambiavano le compagnie, le chiacchiere, le occasioni per uscire.

Ma la pizza era sempre lì.

E poi, inevitabilmente, sono arrivate le prime case in cui ho vissuto, la voglia di cucinare e quella di provare a fare la pizza da solo.

All’inizio, però, prendevo una scorciatoia.

Andavo direttamente in pizzeria a comprare i panetti già pronti.

Sembrava la soluzione perfetta: qualcuno aveva già fatto tutto il lavoro e a me restava soltanto il piacere di stendere, condire e infornare.

Ma non era sempre così semplice.

C’era il pizzaiolo che te li vendeva senza problemi, quello che ti rispondeva di no e quello che, pur dandoteli, ti faceva capire che non era proprio entusiasta della richiesta.

Così, un po’ per necessità e un po’ per orgoglio, arrivò il momento di imparare a fare tutto da zero.

Farina, acqua, lievito, sale. E tempo.

Soprattutto tempo.

Perché la pizza mi ha insegnato una cosa: puoi scegliere la farina migliore, pesare tutto al grammo e seguire ogni passaggio alla perfezione, ma ci sono processi che non puoi accelerare a tuo piacimento.

Devi imparare ad aspettare.

E così, dopo tanti tentativi, ho cominciato a capire che anche fare l’impasto era parte del piacere di mangiare una buona pizza.

Oggi vi racconto come preparo la mia Margherita in casa, partendo proprio da quei quattro ingredienti e da qualche piccolo accorgimento imparato con l’esperienza.

🍕 Ingredienti corretti per 4 panetti

🍕 Ingredienti per 4 pizze Margherita

Ingrediente

Quantità

Farina tipo “00”

600 g

Acqua

390 ml

Sale

12 g

Lievito di birra fresco

3 g

Totale impasto

circa 1 kg

Resa: 4 panetti da circa 250 g ciascuno.

4 panetti uniformi, con idratazione di circa il 65%.

📊 Confronto veloce:

  • W < 180 → debole (biscotti, torte)
  • W 200–240 → media (pane semplice)
  • W 260–280 → ottima per pizza 🍕
  • W 300+ → molto forte (lunghe maturazioni, pizza gourmet)

⚠️ Attenzione (errore comune)

Più W NON significa automaticamente meglio.
Se usi una farina troppo forte senza gestirla bene:

  • impasto gommoso
  • difficile da stendere
  • digestione più pesante

🧑‍🍳 Procedimento

1. Impasto

Sciogli il lievito in metà acqua

Aggiungi circa metà farina e mescola

Versa il resto dell’acqua poco alla volta

Inserisci il sale

Aggiungi la farina rimanente

Impastare

👉 Impasta 10–15 minuti fino a ottenere un impasto liscio ed elastico


2. Prima lievitazione (massa)

Forma una palla con l’impasto, sistemala in un contenitore leggermente unto e copri con un coperchio o della pellicola alimentare, per evitare che la superficie si asciughi.

Lascia riposare per circa 2 ore a temperatura ambiente, idealmente tra 20 e 22 °C.

Durante questa fase, chiamata puntata, l’impasto comincia a fermentare e ad acquistare elasticità.

Attenzione: le 2 ore sono indicative. Se la temperatura ambiente è più alta, la lievitazione procederà più velocemente; se è più bassa, potrebbe richiedere più tempo.

L’impasto dovrà apparire più rilassato e leggermente aumentato di volume, senza necessariamente raddoppiare.



3. Formatura panetti

  • Dividi in 4 panetti da circa 250 g
  • Fai la “pirlatura” (chiusura sotto per tensione)


4. Seconda lievitazione

Sistema i quattro panetti in un contenitore per alimenti leggermente infarinato, lasciando spazio sufficiente tra uno e l’altro per permetterne la crescita.

Chiudi con un coperchio, evitando che la superficie si asciughi.

Lascia lievitare per circa 6–8 ore a temperatura ambiente, idealmente tra 20 e 22 °C.

Questa fase, chiamata appretto, permette ai panetti di svilupparsi e diventare più soffici ed estensibili.

Attenzione: i tempi sono indicativi e dipendono dalla temperatura, dalla quantità di lievito e dalla forza della farina. I panetti saranno pronti quando appariranno gonfi, morbidi e rilassati, senza essere collassati.

👉 In alternativa, per una maturazione più lunga:

Dopo la formatura, sistema i panetti in frigorifero a circa 4 °C per 24 ore, sempre ben coperti.

Tirali fuori indicativamente 3–4 ore prima della stesura, lasciandoli tornare gradualmente a temperatura ambiente e completare la lievitazione.

Questa seconda soluzione permette una maturazione più lenta e può favorire lo sviluppo di aromi più complessi.

Importante: con 3 g di lievito fresco su 610 g di farina, per una maturazione di 24 ore in frigorifero potrebbe essere necessario ridurre il lievito, soprattutto se l’impasto trascorre molto tempo fuori dal frigorifero.


🔥 Stesura e cottura

  • NIENTE mattarello ❌

Premi dal centro verso l’esterno lasciando il bordo (cornicione)


Condimento classico (Margherita)

Pomodoro pelato schiacciato (tipo San Marzano)

  • Mozzarella (meglio fiordilatte ben sgocciolato)
  • Basilico fresco

Olio extravergine


Cottura (forno di casa)

  • Porta il forno al massimo (250–300°C)
  • Usa pietra refrattaria o teglia rovesciata già calda
  • Cuoci 6–8 minuti nella parte bassa + 1–2 minuti sopra (grill)


💡 Consigli da “pizzaiolo”

Più lunga è la lievitazione → più facilmente digeribile

Impasto leggermente appiccicoso = pizza migliore

Se vuoi più alveoli (bolle): NON lavorare troppo dopo la lievitazione

  • Come adattare la ricetta in base al clima
  • Giornata calda: diminuisci il lievito, usa acqua più fredda, riduci i tempi di puntata
    Giornata fredda: aumenta leggermente il lievito, usa acqua più calda, prolunga la puntata
  • Umidità alta: controlla la consistenza dell’impasto e, se necessario, regola leggermente la quantità d’acqua. Non occorre utilizzare automaticamente una farina più forte.
  • Umidità bassa: tieni sempre l’impasto ben coperto, per evitare che la superficie si asciughi e formi una crosticina.

💡 Da ricordare: nella preparazione della pizza, la temperatura ambientale influisce sulla velocità di lievitazione molto più dell’umidità dell’aria.

Quest’ultima incide soprattutto sull’asciugatura superficiale dell’impasto.

🔥 Effetto pizza da pizzeria

Per ottenere una pizza come quella che mangiamo in pizzeria, non bastano una buona farina, un impasto ben lievitato e una mano esperta.

Ci vuole anche il forno giusto.

I forni domestici arrivano generalmente a 250–300 °C e, con qualche accorgimento, permettono di preparare un’ottima pizza. Il risultato, però, sarà spesso più vicino a quello di una buona pizza in teglia o di una focaccia, soprattutto per consistenza e croccantezza.

La vera pizza napoletana da pizzeria è un’altra cosa.

Per avvicinarsi a quel risultato servono forni specifici, capaci di superare i 350 °C e, idealmente, di raggiungere i 400–450 °C.

A queste temperature la cottura diventa rapidissima: circa 2–4 minuti, fino ad arrivare ai 60–90 secondi dei tradizionali forni napoletani più caldi.

È proprio questa combinazione di temperatura elevata e cottura veloce a fare la differenza:

cornicione gonfio e leggero, superficie ben cotta, interno morbido e quella caratteristica puntinatura scura che troviamo sulle pizze napoletane.

Esistono oggi anche piccoli forni specifici per pizza, elettrici o a gas, adatti all’uso domestico e capaci di raggiungere queste temperature.

Questo non significa che con il forno di casa non si possa preparare una pizza eccellente.

Significa semplicemente che

una buona pizza fatta in casa e una pizza napoletana cotta nel forno di una pizzeria non saranno mai esattamente la stessa cosa.

E forse è anche giusto così.

Altrimenti, che ci andremmo a fare in pizzeria?

Classica pizza margherita napoletana


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